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Un italiano alle WSOP

di Tatti Barletta Martedì 30 Novembre 2010

Tra tutti i giochi d’azzardo o quasi tali quello che la maggiore popolarità e senza dubbio quella che potremmo definire la “stampa” migliore è il Poker Texas Hold’Em. Questo gioco negli ultimi anni ha raggiunto una tale diffusione da diventare un vero e proprio sport, uno dei più praticati e seguiti al mondo. Né slot machine, né le nuove video lottery, né i classici giochi di casinò come roulette o blackjack possono vantare una diffusione paragonabile a quella del Texas Hold’Em. La dimostrazione di questa crescita esponenziale di popolarità e importanza sono i tornei. Dai più piccoli che si possono giocare online comodamente seduti in casa propria, passando per i vari eventi live che si tengono in casinò e sale da gioco sempre più importanti, fino ad arrivare al più prestigioso di tutti: le World Series of Poker (WSOP), veri e propri Campionati del Mondo di questa disciplina.

 

WORLD SERIES OF POKER 2010

L’edizione del 2010 si è disputata all’inizio del mese e ha visto la straordinaria partecipazione di un giovane italiano: Filippo Candio. Il 26enne cagliaritano è stato il primo nostro connazionale nella storia a raggiungere il tavolo finale delle WSOP e non solo. Candio è infatti riuscito a resistere quasi fino all’ultimo round, riuscendo alla fine a classificarsi al quarto posto in un torneo il cui premio principale era di 8.944.000 dollari (6.737.000 Euro). L’italiano potrà comunque ritenersi soddisfatto, dato che è tornato a casa da Las Vegas con in tasca la bella cifra di 3.092.000 dollari (2.329.000 Euro).

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Il torneo alla fine è stato vinto da Jonathan Duhamel, giocatore canadese che ha dominato tutto il torneo e si è portato meritatamente a casa il ricco premio finale da quasi 9 milioni di dollari. La mano decisiva l’ha giocata e vinta contro John Racener, giocatore che non ha convinto tutti e che è stato anzi giudicato da molti inadeguato per il piazzamento ottenuto. Nello sport comunque le parole contano poco o nulla: contano solo i risultati. E basandoci sui risultati dobbiamo tutti fare i nostri complimenti a Candio, detto Drive On, perché fino ad oggi gli italiani nel Poker erano considerati un po’ come noi vediamo gli americani nel calcio: poco più che dilettanti allo sbaraglio.

 

IL MAIN EVENT DI FILIPPO CANDIO

Filippo Candio si è seduto al tavolo più importante del mondo, diventando uno dei cosiddetti November Nine, dopo aver battuto più di 7.300 avversari e pagato un’iscrizione da 10.000 dollari per potersi giocare le proprie chance a Las Vegas. Visti i risultati, possiamo dire senza timore di smentita che si sia trattato di un investimento fruttuoso dato che gli ha permesso di tornare a casa con più di 3 milioni di dollari di prize money.

 

Dopo un inizio difficoltoso Candio è riuscito a raddoppiare le proprie chips (con un double up) a discapito proprio del poi vincitore Duhamel. In seguito a questo risultato l’italiano ha ripreso fiducia fino ad arrivare alla mano decisiva con Cheong trovandosi con uno stack un po’ corto. Il suo coraggioso All In non è stato premiato dalle carte che hanno invece regalato il punto vincente all’avversario. Un risultato comunque eccellente, ben oltre le più rosee aspettative della vigilia. Il giocatore italiano si è contraddistinto per uno stile di gioco particolarmente aggressivo: ai suoi rilanci molti avversari non se la sentivano di fare call. «A questi livelli devi giocare così – ha dichiarato Candio a La Repubblica – le carte non contano più, è solamente la qualità delle tue giocate che fa la differenza. Nella mano decisiva ho cercato di interpretare quanto fatto dal mio avversario fino a quel momento. Ha giocato molto aggressivo e ha rilanciato anche con mani marginali».

 

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